Tre donne

Miriam le sedeva di fronte. Sfacciata, le braccia piegate l’una sull’altra vicino al petto e gli occhi di sfida. Il piglio tipico delle adolescenti, fissava così sua madre senza preoccuparsi degli amici presenti. Quella festa in onore di sua sorella era stata studiata e preparata nei dettagli più insignificanti: le tovaglie ricamate, le tende che sapevano di detersivo, i fiori freschi all’ingresso, i lampadari decorati di piccoli pendagli, i tappeti sbattuti e le stoviglie lucide. Sara era ritornata da una settimana, dopo un anno in un altro continente. La sua mancanza si era fatta pungente per tutta la famiglia. Era scavata in volto, i muscoli si vedevano ovunque, accentuati e forti. Gli occhi erano circondati da occhiaie violacee. Non era bella, ma gelida e dura. Ostile. Come il suo ultimo anno. La loro madre non era da meno perché, in fin dei conti, aveva ricevuto in 12 mesi solo quattro brevi messaggi in cui la figlia le comunicava poco o niente. Miriam invece era sempre in cerca di scontri, sfide, provocazioni. E quella festa proprio non le andava giù. La sorella scappa, quella sorella che avrebbe dovuto guidarla e farle da esempio, a 20 anni prende e se ne va. E ora cosa ci sarebbe da festeggiare?

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Avrà avuto dodici anni

Avrà avuto dodici anni,
e le sono venuto dentro.

Disse qualcosa di simile,
lo ripeté due volte, disse “scopare” e “venire” ai suoi amichetti in stazione.

Davanti a tutti.

Il sesso banalizzato, sradicato, sciupato e offeso, preoccupato, rischioso, volgare.

Avrà avuto dodici anni e mi girai per capire e per sentire.

Disse scopare e venire dentro, come si dice mangiare e digerire bene.
Appena fuori dalla stazione,

solo con i suoi amici.

Di riti e di messe

Non so argomentare
di riti e di messe,
di chiese e di fede
Non so scegliere e non abbraccio alcun credo nel suo totalitarismo.
Medito, scelgo una liturgia, quel frate, una comunità, leggo il Budda, leggo il Vangelo.
Mi scaldo, mi scuoto, mi sento svuotata quando atei praticanti pretendono spiegazioni.
Argomentano con precisione: puntigliosi e ossequiosi, sapendo di aver logica e ragione.
Poi corro davanti al fuoco del cattolico: assurdo discriminare, assurdo il dogma, non condivido la logica del sesso e il denaro.
Ma ahimè a qualcosa credo.
Credo.
Perché senza spiritualità, progetto, anima, incoerenza, mente e sollievo, io non sarei.