Petit onze

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Scarpe

appiccicose rumoreggiano

nere, incerte, vuote.

Danzano, cedono, inciampano sole.

Vissute.

Energia

solare, abbagliante

colpisce come pugno

accarezza le forme dolcemente:

brividi

Smalto

colora pavimenti

lucida unghie ordinate

pone un velo elegante.

Desiderio.

Movimenti

sinuosi spezzano

lusinghe pericolose accendono

miccia, fuoco: corrompono, incantano.

Rapiscono

 

Giochi, solo giochi

hands-423794_1280«Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere.»

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia (1973)

Esercizio 1. Tautogramma o “uscio della coscienza”. Si scrive da solo. Non bisogna avere paura di perdersi

R

Romualdo rubò rose rosse rincorrendo Rina. Rina redarguì Romualdo rispettando regole e ricorsi. Rina e Romualdo rubarono rane rancide. Rigidi rapitori reclutarono ribelli robusti riportando rane, rose, Rina, Romualdo a Roma.

Live (senza pensarci)

S

Sentieri sepolti sussurrano sospirando solide sillabe sopra sipari sacri. Solo sabbie stupende si separano sulla spiaggia senza sapere scrivere, sognare, subire. Sara silenzia stupita Samuele sabotando stupidaggini scorrevoli.

Esercizio 2. Acrostico (in rosso i miei preferiti, si leggono in verticale). Tevà in ebraico significa sia “parola” sia “arca”.

POESIA

Polifemo            Passionale         Plutone           Pitoni         Paiono    Poveri

Occhialuto         Onesta                 O                       Ossuti        Ombre    Orfeo,

Esce                      E                             Era                  Escono        E              Euridice

Senza                   Speranzosa         Saturno?        Sibilando   Sono       Sono 

Intravedere        Io                          Ignoranza      In                 Invece    Innamorati

Amici                    Amo                    Astronomica!  Acqua        Anime    Ancora 

Esercizio 3. Petit onze o “meditazione”. Un’istantanea, una tecnica meditativa, un momento solo mio

Volo

farfalla leggera

canzone tatuata balla

pelle sogna incontri clandestini

sudati.

Live (senza pensarci)

Spugna

morbidi buchi

alveari dolci, operosi

ballano storie attorcigliate, gialle.

Assorbo.

Live 2

Sterno

sale, scende

sussurra parole innocenti

si gonfia di rabbia

riposa.

Una leggenda dice che un tempo le parole erano tutte unite per formare un unico serpente che venne tagliato in infiniti pezzi. Da allora le parole si cercano reciprocamente nell’oscurità, quando sono lasciate libere anelano a ritrovare l’antico vincolo, questo desiderio noi lo chiamiamo “poesia”.

Grazie a Claudio Mustacchi per avermi insegnato a giocare.