Esercizio 1. La prima direzione

train-1148965_640Treno regionale per Milano Centrale in ritardo di 40 minuti, disse la voce dall’altoparlante.

Marina impiegò pochi secondi per leggere il tabellone e studiare una strategia. Corse verso il binario 3 e riuscì a strappare un passaggio all’Intercity, con l’abbonamento sbagliato.

Per questa volta può salire, sembrò dirle il controllore. Marina si accomodò tra uno scompartimento e l’altro, senza badare agli altri pendolari.

Alla prima fermata il treno si svuotò e si concentrò nella lettura.

«Biglietti prego», l’uomo davanti a lei non era lo stesso che le aveva permesso di salire.
«Io ho un altro abbonamento, ma il suo collega…»
«Quale collega? Ci sono solo io qui. Mi faccia vedere. Scommetto che è lei la fortunata».
«Fortunata?», commentò Marina allungandogli il tesserino giallo.
«Dunque, Marina F. Ecco, lo sospettavo».
«Sospettava cosa?», Marina temeva una multa: «il regionale era in ritardo, ma il suo collega…»

L’uomo guardò il terminale sul quale aveva fatto passare l’abbonamento magnetico e disse: «lei è la 2345esima cliente. Ha vinto! Bene, ora dobbiamo pensare a tutto».

«Pensare a cosa? Cosa ho vinto? Mi scusi, ma è un numero assai strano per…»
«Il suo capo lo sa. L’avviso parte in automatico. Non deve preoccuparsi. Oh vedrà, sarà un’esperienza indimenticabile. Mi deve credere».
«Posso sapere cosa avrei vinto?».
Marina si stava quasi preoccupando: non vedeva anima viva per tutto il vagone e quell’uomo la metteva in imbarazzo. Non era il classico controllore. Parlava in velocità, con acuti fastidiosi e allungando alcune lettere, di proposito. La divisa era unta e il sorriso mellifluo.

«Marina F. potrà viaggiare su qualsiasi treno tutto il giorno: non lo trova fantastico?».

«E questo le sembra un premio? Una punizione casomai!».

«Alt! Non è come sembra, signorina F.!
Le assicuro che è un premio che può entusiasmare. Una scarica di adrenalina mai vista. Non apra bocca. Mi lasci spiegare. Lei ora deve scendere al capolinea e da lì potrà prendere un treno a sua scelta. Potrà scendere dove vuole e riprendere un altro treno e così via, di treno in treno, tutto il giorno. Deve solo ricordarsi di riprendere l’ultimo entro mezzanotte. Così dice il risultato, vede?», e puntò il dito sul terminale per mostrarlo a Marina.

«Cosa mi succede se non torno? Posso scendere per visitare una città?».

L’uomo si grattò la barba, facendo cadere alcune briciole rimaste lì dalla colazione.

«Allora, se non è su un treno entro la mezzanotte, ahimè, dovrà restare dov’è. Non potrà più tornare. Il bello è continuare a prendere treni, signorina, quindi nessuna città la fermerà, mi creda. Potrà scegliere le migliori coincidenze, o posso suggerirne alcune, se vuole. Ma sa, le coincidenze si possono perdere. E potrebbe esserci un treno inatteso, che non aveva considerato, a solleticarla.
Cosa stiamo qui a cianciare! Lo capirà da sé: ora lei deve muoversi. Vada!».

L’uomo spinse Marina fuori dal treno, mostrandole con lo sguardo il tabellone delle partenze. Marina, confusa, scelse la sua prima direzione.

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