Regali

soldier-708711_1280Tra i regali che lei le lasciò, ci fu di sicuro la sensazione di amare la realtà. Non era solo la verità, si disse Clara, a catturarla. Anzi, spesso ometteva, scansava, si arrampicava e sì, mentiva. Il senso del reale ha una sfumatura lieve che la porta a non accomodarsi più.

È reale la sua risata e lo sono le sue passioni. È reale la sua incapacità di sostenere conversazioni vuote e di ascoltare troppo a lungo coloro che non dicono nulla. Imparò con l’allenamento a dire i giusti sì e i no più pieni e veri. Il lavoro si piegò sotto le sue dita, lasciando entrare solo ciò che le apparteneva, davvero. Non si trattava di fare la schizzinosa, avrebbe accettato ciò che le si offriva, facendolo con dignità. Ma iniziò a rispettare sé stessa e il suo tempo. Come? Scegliendo, adattandosi, ma senza violenza. Senza smettere di cercare e di imparare. Sfidandosi senza piegare la testa.

Gli amici impararono a conoscere questa Clara non più accomodante, che ti zittisce se ha bisogno di silenzio, che non si fa scrupoli quando non ha voglia di vederti o sentirti. Che entusiasta si mostra al mondo com’è. In famiglia fu più difficile lasciarsi andare, dovette lavorare di muscoli e mente, plasmando il terreno. A volte non riuscì ed esplose incontenibile, facendo morti e feriti.

Uno dei regali che lei le lasciò fu sicuramente la capacità di ascoltarsi. I cambiamenti premevano sulle costole. Potevano essere indipendenti e capitarle a caso senza sceglierli, oppure era il desiderio di incontrarli a scuoterla tutta dalla punta dei capelli fino alle unghie dei piedi. Non riuscì più a farsi attirare dalle abitudini, a cedere, a scacciare la pressione lungo tutto il corpo. Lei le lasciò una pelle così liscia e sottile che a lacerarsi ci voleva proprio poco. Le lasciò – tra tanti doni – una forma di entusiasmo nuova per le bellezze del mondo. Per un sorriso, un albero, per il fiume, un complimento. Iniziò ad amare la sveglia all’alba e gli incontri fortuiti. Amò la gentilezza e i “buona giornata”, imparò ad amare tutto. Con qualche riserva. Imparò a non accontentarsi. Di più, di più e ancora. Fino a sentire male.

Le lasciò anche la paura di un ritorno. Nonostante tutti quei doni, ecco, non è che la volesse troppo tra i piedi. Quando se ne andò lei la avvisò: «potrei tornare, quando avrai ancora bisogno di quei doni, quando vedrò che stai a macerare nella tua stasi. Ti curo. Saremo diverse entrambe, saremo cambiate, migliorate. Tu mi allontanerai con più facilità, prendendo solo ciò che ti serve, io sarò più precisa e accetterò il combattimento con gli strumenti che ti sarai costruita. Arriverò quando gli svantaggi di ciò che vivi supereranno i vantaggi. Ti farò soffrire perché ti mostrerò una parte di realtà. E potrei essere così cattiva da deformare anche ciò che è buono e bello. Tu saprai cosa fare».

Le lasciò da un lato un forte amore per sé stessa, coraggio e determinazione. Dall’altro la disillusione che la soffocava a tratti, le lasciò alcune voci capaci di sgretolare i mattoncini dei suoi sogni. Le lasciò i “non ce la farai mai”, i “non sei capace”, ma anche i “sei brutta”. Le lasciò – ma non si sa se fu proprio lei – la paura degli uomini, la sensazione di non farcela, con loro. Partita persa.

Le lasciò il dono di non sprecare tempo in attività non interessanti, con persone che non la interessavano. Imparò il concetto di “vale la pena”. Feste inutili, uscite vuote non la catturarono più. Le lasciò anche – purtroppo –  fastidiosi ricami mentali, che ormai aveva imparato a disfare, bloccare, fermare. Tempo sprecato, non mi freghi, le disse Clara un giorno.

Le lasciò così tanto, anni fa, che a volte oggi Clara prova gratitudine per lei. Recentemente è venuta a salutarla, solo un piccolo abbraccio in una notte qualsiasi. Ma sembra che voglia starsene lontana. Forse perché Clara ha saputo precedere ogni sua esigenza?

Quando bussa alla porta, sotto forma di una delle sue tante manifestazioni, Clara sorride. Respira, cammina, scrive o si arrende. Si arrende e sorride. La sua ospite lascerà la casa in disordine, ma si farà perdonare con un altro dei suoi meravigliosi regali. Ne è certa.

Ora però non c’è spazio, non è il momento, sa fare da sola. Sa fare da sé.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...