Spritz & baretto

cocktail-594173_1280Sento un fastidio alla testa e alle mani. Resto disorientata quando, parlando di obiettivi, scopi, progetti e intenzioni, sento dire quella frase. Quel sintagma, quelle parole che uccidono la conversazione, spengono la libido, ammosciano, frenano, frustano le ginocchia. Quelle, sì, proprio loro: “eh, ma non è facile”. Nella versione positiva: “eh, ma è difficile/complicato”. E resto di sasso. Cosa dire? Ripenso a tutte le volte che ho castrato così qualcuno o me stessa e respiro portando la mia mente ad attutire quelle urla che si sono scatenate al suo interno.

Ma qualcuno – forse io mentre ti parlo – ha mai detto che sia facile? Perché questa obiezione? Dove la andiamo a prendere per farla sgorgare con tanta disinvoltura senza nemmeno pensarci troppo? Non lo sopporto, non sopporto che la difficoltà ponga fine a qualsiasi argomentazione, non sopporto che questo concetto sia piazzato lì, tra il dire e il fare. Perché inizio a pensare che sia questo il mare di cui si parla: un masso che riporta quelle parole, tipo mantra: “non è facile” oppure “è difficile”. Non sentite che la sensazione è quella di un blocco, uno stop, un alt? Se parlo con qualcuno di un progetto, suo magari, e mi risponde così… scatta il blocco. Che ti devo dire? Cosa? Alzo le mani e mi arrendo. Certo, perché cazzo davvero non sarà facile, davvero sarà difficile, ma santo cielo chi vuole che sia facile? Chi lo pretende? Parlo io, che mi spavento dal mio desiderio strampalato di scrivere di più e meglio, di scrivere qualcosa che ancora non ho avuto il coraggio di scrivere. Lo so cosa vuol dire spaventarsi, sentirsi anche un po’ cogliona, sognatrice, illusa e blablabla… ma pronunciare queste parole è come mettere il freno a mano a qualsiasi possibilità remota, presunta, minuscola. Se avesse detto così Simona Atzori? Se lo avesse detto qualsiasi regista, scrittore, attore, scienziato, medico, avvocato, madre, padre, libraio, fiorista? Non è facile fare un sacco di cose. Ma per alcune sta proprio lì il bello, per alcune è proprio l’impegno a rendere tutto più stimolante. Chissenfrega se è difficile, proviamoci. Poi ogni cosa – magari – si trasforma: l’impegno diventa soddisfazione, la sfida concede un premio, le occasioni si moltiplicano. Come quel cammino, quando alla decathlon mi chiedevo “ma chi me lo ha fatto fare” e poi si è rivelato perfetto – quasi da vergognarmi per la poca fatica sostenuta – come sul lavoro quando le cose tornano o quando invece si fanno dure, come quando penso e ripenso a ciò che vorrei per me e mi ci infilo. Quando invece mi arrendo, perché so che è maledettamente difficile, mi arrendo e basta. Sì, ci si può arrendere, ma non mi piace che quelle paroline si trasformino in alibi, che quelle frasi chiudano liberi pensieri e smontino progetti anche piccoli. Non amo che siano pronunciate prima del tentativo e non dopo. E soprattutto che siano una giustificazione non richiesta. Non ci siamo detti che è facile. Ci stiamo raccontando cosa vogliamo. Poi, non è che io disprezzi Spritz e baretto vista mare, e come tutti mi lascio sedurre da ciò che è facile e comodo. Ma Spritz e baretto sono così belli proprio perché prima c’è stato l’entusiasmo di fare, la meraviglia della fatica, la curiosità che sfrigola e la voglia di imparare e assorbire. Prima del baretto ho avuto voglia di fare fatica. Di cimentarmi e magari divertirmi. Di avere un’idea e capire come realizzarla, di mettere in fila i pensieri e usare gli ostacoli. Che sia stato quando ho imparato ad andare in bici, a guidare l’auto, a leggere, a cucinare o a prendermi cura di me stessa, ecco, in tutte quelle occasioni “eh, ma non è facile” non avrei mai dovuto dirlo o sentirlo. A meno che l’interlocutore non stia liquidando una situazione complessa in poche battute e allora sì che ti dico che le cose stanno in modo più articolato, che la volontà a volte non basta. Per tutto il resto “è complicato o difficile” non si dice, non si pensa. Lo sappiamo e va bene così. Anche quando poi non si fa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...