La terza

tuba-388989_1280Arriva il momento in cui una coinquilina se ne va. Sì, perché vivo con altra gente, cosa che a molti sembra poco confortevole, quasi fastidiosa. Non si tratta di un imperativo né di una necessità. Si tratta di spendere per ciò che preferisco – la casa di una single-che-non-c’è-mai non rientra al momento tra le mie priorità – e di risparmiare sul tempo. Perché poter fare le pulizie in tre, per dirne una, non è come farle da sola. E la differenza nei miei weekend la noto. Vivo con uno studente silenzioso, G., con cui si è instaurato un brillante rapporto di reciproco rispetto della solitudine (che io tanto amo) e con la terza inquilina. La terza. Non si può chiamare altrimenti, visto che ne sono passate tre, da quando ci sono io. La terza è ballerina, instabile, effimera. La terza mi fa sentire quel sordo rumorino quando dice che se ne va. Tumb. Lievissimo, perché non lego come in amicizia, ma ne sento l’arrivo e la partenza. Sento le regole che si infiltrano, la mia freddezza che lentamente si scioglie quando scopro che non c’è nulla da temere. Tumb. «Io lascio la casa a metà febbraio». Incolore, insapore, inodore. Bene, male. Dipende da chi arriverà. Tu andavi bene, ma non è che mi strappo i capelli ora che vai via. Che dire? Tumb. Riconosci il tonfo, lo osservi. Andrai a Tunisi per lavoro: valigie, trasloco, quell’aria sbarazzina dal sapore estivo, inviti per il mare ai quali associo le immagini di un turbante beige e di una lieve brezza di sabbia. Tumb, è un saltino e una sospensione aritmica. Senti che tu sei ancora lì, vedi scorrere le tre donne che se ne sono andate e tutti i vuoti d’aria che hanno prodotto arrivando e partendo. Quando arrivano senti un’apnea, quando vanno senti il rilascio. Conoscere quella nuova non mi dà alcun sentimento, viceversa ripenso alle altre due prima di te. A., è andata a convivere, ma non si è granché mossa dalla sua routine pavese, e questo mi rilassa, ci vediamo, condividiamo un’esperienza e sì, siamo amiche, ora, fuori casa. La seconda era una mia conoscenza lavorativa, si muoveva come un’onda, la percepivo come una carovana di troppe carrozze, troppi rumori, troppo…come il vento del master l’ha portata qui, lo stesso vento l’ha riportata dai suoi. Ecco, poi ci sei tu che vai a Tunisi. E io a giugno festeggio due anni, con un pizzico di quel Tumb più stropicciato, più patetico, più prezioso e più ardente, ché – a dirla con un luogo comune – sono proprio volati o sembra ieri. Ma a volerci spendere una parola in più posso dire che è capitata, questa città. È capitata questa casa, che anche se io l’amo mi riporta alla mente quell’autostrada di Silvestri (ma Pavia non ha nulla a che vedere con l’incrocio, la casa, la chiesa e la croce), per questo avrei giurato di starci poco, giusto quel tempo necessario per… per cosa? Per sceglierla. Per scegliere la nebbia, la voglia, l’acqua e il cammino.Per scegliere quel mattino che arriva prestissimo, quella strada che porta al treno, e quella piazza gremita di gente, ma non sempre. Per scegliere quel saluto a chi ormai riconosco, quell’impegno che ho preso, quel «ciao, come va?» sussurrato, per scegliere le solite strade su cui camminare – e sorriderci da sola, pensando – e quel parco che cambia di stagione in stagione. Per sceglierla ancora, insieme a quel Tumb.

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4 pensieri su “La terza

    • Ti ringrazio Ciro,
      non solo per il tuo complimento, ma anche perché hai commentato un post vecchio che in realtà ha un enorme significato per me, ora.
      Lunedì primo febbraio mi trasferisco nella mia nuova casetta! Da sola.
      Ci ho messo un anno a trovarla, pensarci, ponderare bene ogni cosa e alla fine mi sembra che tutto si sia svolto con i tempi di cottura giusti.
      Grazie per avermi ricordato com’ero.

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      • Infatti si sentivano i tuoi sentimenti dalle parole. Alcuni dei quali li continuo a vivere anche io. Sono anni ormai che condivido casa e ho visto andare e venire tante persone. Avevo iniziato anche a scriverne una storia… però non ce l’ho fatta psicologicamente a continuare…
        Volevo fare anche io il grande passo di iniziare a vivere da solo da settembre (quando è andata via una coinquilina che è restata per 3 anni) ma non ce l’ho fatta… sono troppo legato a questa casa… mannaggia a me!

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