Ed è solo allenamento

IMAG1942Ho imparato che non esiste il momento giusto nella vita, esiste il momento e basta, e va colto. Non era in programma di arrivare a Milano, non da subito per lo meno. Erano già le dieci, minacciava pioggia e io ero andata a dormire alle 5 dopo una notte di balli e sgarri. Però l’idea era nell’aria, l’ho solo seguita passo dopo passo.
Ho imparato che la fatica è nella mente e che quando sei piena di entusiasmo, quando ci credi perché lo vuoi, vai davvero avanti. Anche se hai dormito 4 ore e mezza. Ho imparato che alcune condizioni sono favorevoli quando meno te lo aspetti: clima mite, aria perfetta, niente pioggia
Ho imparato che bisogna dosare le energie e quando è pausa è pausa. Ho imparato che l’ambizione, o la motivazione, aiuta: non ci sono cazzi, avere una meta è importante. E lo è anche arrivarci. Il percorso va vissuto, ma senza meta non si è abbastanza motivati per proseguire.
Ho imparato che a volte il silenzio è più perfetto della musica, che a volte cantare e muoversi da soli per strada è liberatorio, che respirare allevia il dolore.
Ho imparato che non voglio conservarmi per dopo: ogni acciacco o ruga sarà il segno che avrò vissuto e rischiato. Che utilità c’è ad avere il piede intatto e perfetto se mai lo si è usato?
Ho imparato che anche quando ami la solitudine, è naturale volere compagnia
Ho imparato che quando una cosa è quella giusta, lo capisci al volo, senza dubbi.
Ho capito che quando raggiungi un obiettivo per te prezioso vuoi dirlo a tutti: la condivisione è metà della felicità. E te ne freghi se sei in giro per Milano in abbigliamento improponibile, con le caviglie un po’ infangate, qualche spiga sulla tuta e sudata da far pietà. Anzi, ne sei orgogliosa.
Ho imparato che gli incontri per me sono fondamentali e che dobbiamo risvegliare fiducia e umanità: domenica scorsa lo sconosciuto Andrea mi ha offerto la sua bottiglietta d’acqua e mi ha raccontato del suo pellegrinaggio di otto giorni, ieri Licia ha accompagnato una donna stanchissima, ma felice, alla fermata della metro più vicina, per tornare a casa. Mi ha detto che nulla accade per caso e che le porterò fortuna.
Ho imparato che la fatica è bella, la fatica è un balsamo e una cura
Ho imparato che se ripenso a quelle 5 ore non ho idea di cosa io abbia pensato per tutto quel tempo
Avevo quel sorriso, da quando ho visto il cartello Milano. E ho quel sorriso, quello che di solito si ha quando un uomo ti risveglia, quello delle endorfine e della scossa. Il dolore alle gambe e alle anche è passato immediatamente. Ho imparato che mi piace da morire essere folle quanto basta, che sto diventando quella che sono, che avrei voluto essere e che sarò, pian piano e sempre diversa. Non che quella di prima non fossi io, ma ero io del passato, in quel momento e in quelle circostanze. Ho imparato che non scambierei nemmeno le mie pippe mentali più malefiche per una vita tranquilla.
Ho imparato che a volte è inutile raccontarsela: non vedi l’ora di arrivare e quando leggi “Rozzano” inizia a sentirti felice. Ho imparato che poco prima del traguardo vai più veloce (mentre io spesso rallento, questa volta no):
Ho imparato cosa amo di me grazie al commento di una persona che mi conosce pochissimo: “sei un ragazza così curiosa della vita”, la stessa persona che mi ha detto che dovrei fare la scrittrice, con tenerezza.

È tutto nella nostra mente. O in una domenica di passi da Pavia a Milano. Ed è solo allenamento, pensa a quando sarà Cammino.

 

Qualche mese fa, su Gallizio

 

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2 pensieri su “Ed è solo allenamento

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